Cos’è il KYC e perché lo chiediamo?
Perché ogni app regolamentata ti chiede chi sei

Hai notato che banche, app di pagamento e app di criptovalute ti chiedono tutte un documento d’identità? Non è un caso. Le leggi dell’UE e degli USA obbligano le società finanziarie regolamentate a sapere chi sono i loro clienti prima di aprire un conto. Si chiama KYC: Know Your Customer (“conosci il tuo cliente”).
Lo scopo è impedire ai criminali di usare i servizi finanziari per nascondere denaro rubato, finanziare il terrorismo o commettere frodi a nome di altri.
Per te significa anche che nessuno può aprire facilmente un conto a tuo nome con un’identità inventata o rubata.
Il KYC fa parte di un insieme più ampio di norme chiamato AML, antiriciclaggio.
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Perché le app di criptovalute devono fare i controlli KYC?
In che cosa consiste il KYC

Il KYC di solito ha tre parti:
- Identificare: fornisci i tuoi dati personali e una foto della carta d’identità o del passaporto.
- Verificare: la società controlla che il documento sia autentico e che sia davvero tu, per esempio con un selfie.
- Conoscere e monitorare: rispondi ad alcune domande, per esempio sulla provenienza del tuo denaro o se ricopri un’importante carica pubblica. In seguito possono essere controllate attività insolite.
Il KYC non è sempre una cosa una tantum. Potrebbe esserti chiesto di aggiornare un documento o rispondere a nuove domande, per esempio quando il documento scade o le regole cambiano. In Rumos queste richieste compaiono all’interno dell’app.
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Un’email con un link ti chiede di “completare il KYC” del tuo conto di criptovalute caricando le foto del tuo documento su un sito web. Che cosa fai?
La Travel Rule

I trasferimenti di criptovalute hanno regole proprie. In base alla cosiddetta Travel Rule (regola di viaggio), quando un prestatore regolamentato invia criptovalute per conto di un cliente, le informazioni su mittente e destinatario devono viaggiare insieme al trasferimento, proprio come in un bonifico bancario.
- UE: dal 30 dicembre 2024 vale per i trasferimenti di criptovalute tra prestatori di qualsiasi importo (il Regolamento sui trasferimenti di fondi). Per i trasferimenti superiori a 1.000 € verso o dal tuo wallet personale, il prestatore deve verificare che il wallet sia tuo.
- USA: una regola simile si applica ai trasferimenti da 3.000 $ in su.
Per questo un’app regolamentata può chiederti a chi stai inviando criptovalute o da dove arrivano quelle in entrata. Non è curiosità: la legge obbliga il prestatore a chiederlo.
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L’app di criptovalute di Sara le chiede, all’interno dell’app, di caricare un nuovo documento d’identità perché quello vecchio è scaduto. Qual è la spiegazione migliore?
Riepilogo

- KYC (Know Your Customer, “conosci il tuo cliente”) significa verificare chi sono i clienti. Nell’UE e negli USA è richiesto dalla legge.
- Protegge il sistema finanziario e rende più difficile a chiunque aprire un conto a tuo nome.
- Il KYC può dover essere aggiornato in seguito. Le richieste autentiche compaiono all’interno dell’app, mai come link in un messaggio inatteso.
- La Travel Rule fa sì che le informazioni su mittente e destinatario viaggino insieme ai trasferimenti di criptovalute.
Prossima lezione: quali dati personali vengono raccolti durante la verifica, perché e quali sono i tuoi diritti. Perché ci servono i tuoi dati e quali sono i tuoi diritti
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